Blog

Amalfi e la Costiera: l’altra faccia della Penisola

ravello

Da Vico alla Costiera Amalfitana

La Penisola sulla cui costa settentrionale è posta Vico Equense, divide il Golfo di Napoli da quello di Salerno. L’altra parte della penisola forma la Costiera Amalfitana, e visitare Amalfi e la sua costiera è un obbligo per chi visita Vico. È un altro mondo, simile e diverso, bellissimo e in competizione con la costa sorrentina, e per questo vale la pena visitarlo per verificare la differenza.

Arrivando da Vico, la prima tappa è Positano, paese abbarbicato sulla roccia, che scende verso la spiaggia con scale e una bella strada pedonale ricca di negozi di moda mare, una moda che ebbe un grande successo negli anni 50 del secolo scorso, e che ha lasciato una traccia indelebile ancora oggi. Bei locali, alberghi di qualità, ristoranti di buon livello, negozi trendy: Positano è la parte più di moda, più esclusiva, più vivace della Costiera.

Amalfi, la Repubblica Marinara

Dopo aver attraversato alcuni bei paesi – Praiano, Conca dei Marini – si arriva a Amalfi, la prima repubblica marinara italiana, da dove, nel Medio Evo, partivano flotte di navi verso tutti i porti del Mediterraneo, navi guidate sicuramente da un’invenzione nata proprio qui, la bussola. Nella piazza principale della cittadina si erge maestoso il Duomo dedicato a Sant’Andrea, l’apostolo le cui preziose reliquie sono conservate gelosamente dagli amalfitani. La strada che sale verso la valle è ricca di bei negozi, su tanti banchi regna il limone sfusato, le cui piantagioni si diffondono su tutte le terrazze costiere dei monti che si ergono a picco dietro la città. La strada poi prosegue verso Minori, Maiori, Cetara e arriva a Vietri sul Mare, dove la Costiera finisce. Qui la bellezza del paesaggio, la grazia del paese, sono arricchite dal prodotto artigianale tipico, la ceramica, che viene prodotta in mille colorate opere di artigiani/artisti che si tramandano la sapienza produttiva da secoli.

Cetara e Ravello, bellezze e piaceri della tavola

Le tappe possibili sono mille, tra borghi deliziosi, spiaggette nascoste, panorami straordinari. Ma due tappe sono obbligatorie, Cetara e Ravello. Il primo è un paese di pescatori, e alla pesca deve le sue tradizioni e la sua attuale ricchezza: la colatura di alici. Condimento poverissimo – l’umore che cola appunto dalla salatura delle alici – usato dai pescatori a mare per condire veloci piatti di spaghetti, oggi è alimento di eccellenza, condimento pregiato, presidio slow food. I ristoranti del paese offrono per tutte le tasche una vasta proposta culinaria: dagli spuntini sfiziosi, alle cene da gourmet.

Ravello invece è un paese arrampicato all’interno dei Monti Lattari, in posizione panoramica straordinaria. Sede di un prestigioso festival culturale che si sviluppa l’intera estate, il Duomo offre un portale di bronzo e degli interni romanici di grande pregio artistico. Ma le perle preziosissime di Ravello sono le due ville, Rufolo e Cimbrone, con magnifici giardini e panorami straordinari, assolutamente da visitare.

Fatto il giro si può tornare alle bellezze di Vico e della costa sorrentina, più dolci di quelle un po’ selvagge della Costiera, arricchite dal magnifico panorama del Vesuvio e delle isole. Qual è la costa più bella? Noi la preferenza l’abbiamo, ma bisogna visitare tutte e due, per fare la propria scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *