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Dal limoncello alle noci, il meglio della Costiera Sorrentina

limone sorrento

Limone e limoncello

Dal limoncello ai vini di Gragnano i prodotti tipici di Sorrento e della Penisola Sorrentina sono famosi in tutto il mondo. Non si visitano questi luoghi per la sua cucina e i suoi prodotti, ma la qualità del cibo è uno dei motivi che rendono impagabile il soggiorno a Sorrento, a Vico Equense, a Massa Lubrense, a Piano di Sorrento.

Negli ultimi anni, grazie al successo mondiale del limoncello, il limone è diventato simbolo della Penisola. Una varietà di limone di dimensioni relativamente grandi, di forma ovale, che viene coltivata sotto le pagliarelle, cioè protezioni di paglia che proteggono la pianta e i suoi frutti e consentono anche la maturazione ritardata, che ne aumenta il pregio. Limoni fortemente aspri, ricchi di vitamina C, che già compaiono negli affreschi di Pompei e di Ercolano, a indicare che nella zona erano coltivati fin dai tempi degli antichi romani. I limoni di Sorrento sono diversi da quelli della Costiera Amalfitana: lo sfusato di Amalfi è di diversa forma – appunto, allungato, a forma di fuso – e meno aspro di sapore. Qual è il migliore? Quale quello che ha dato vita al liquore che è usato nelle pizzerie di tutto il mondo come fine cena? Nessuno potrà mai stabilirlo, ma la rivalità tra le due bellissime coste campane, si allarga anche alla qualità di limoni e del limoncello, per essere tranquilli occorre provarli tutti e due, e decidere in libertà.

Le noci di Sorrento

C’è un altro prodotto della Penisola che ha preso piede in tutta la Campania, ma che qui trova il meglio delle sue produzioni: la noce. La noce di Sorrento è anch’essa documentata ai tempi dei romani: alberi carbonizzati di noce sono stati trovati nelle aree devastate dall’eruzione del 79 d.C., a testimoniare l’antichità della produzione. Oggi la “noce di Sorrento”, tra le più pregiate esistenti, è coltivata un po’ ovunque nella regione, ma quella che si ottiene dagli alberi baciati dal sole locale rimane la più pregiata e gustosa. Prodotto, peraltro, lodatissimo da medici e dietologi per le sue qualità anti ossidanti: mangiatene sempre – anche se non in grande quantità, ma quotidianamente – e i benefici saranno sicuri. Anche con la noce si fa un liquore, il nocino, adattissimo a chiudere un pasto.

Se non è Gragnano, ti astieni

Restiamo in ambito alcolico: sulle colline che fanno da pendici della Penisola, si coltiva da sempre il vino che è il più tipico bevuto a Napoli. A Gragnano e a Lettere, si coltiva un vino rosso, frizzante e leggero che è quello da sempre bevuto nelle osterie e nelle case dei napoletani. Ne parla Totò nel divertentissimo film Miseria e Nobiltà, rivolto al cognato che deve andare a fare la spesa: “Tu lo assaggi, se è Gragnano lo compri, altrimenti ti astieni”. Gragnano è anche la capitale della pasta, ma su questo servirà un approfondimento a parte.

I pomodori di Sorrento

Restano i pomodori da raccontare. Qui se ne coltiva una specie originale, appunto il pomodoro di Sorrento, grande e carnoso, adattissimo alle insalate, magari alla caprese, con mozzarella dei Monti Lattari e un filo d’olio. Olio anche questo coltivato sulle splendide colline che affacciano sul mare.

Come usare tutti questi prodotti? Vieni nel nostro ristorante L’Accanto, e lo chef Mimmo De Simone ti farà vedere come esaltare creativamente queste meraviglie.

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