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La vera pizza napoletana

pizza napoletana

La pizza della tradizione

Qual è la “vera pizza napoletana”? in epoca social, ogni tanto la polemica si accede intorno a casi creati da qualche proposta fuori linea con la tradizione e l’ufficialità, dimenticando che in cucina la tradizione è solo un’innovazione venuta bene qualche tempo prima, e quindi non c’è nessuna religione da preservare, nessun rito che non si possa contestare. Certo la pizza ha un disciplinare rigido, voluto dall’Associazione Verace Pizza Napoletana e addirittura l’Unesco ha inserito la pizza napoletana tra i patrimoni da tutelare con la seguente motivazione:

“Per Unesco le competenze legate alla produzione della pizza, che include gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale”.

La storia della pizza

Ma non bisogna dimenticare che ogni ricetta e ogni piatto hanno una storia fatta di contaminazioni e di innovazioni, che mano mano rientrano nella tradizione, ma che possono venire messi in discussione senza che qualcuno si offenda per lesa maestà. Pensiamo solo all’ingrediente più famoso per la pizza napoletana, il pomodoro; ebbene, è indispensabile ricordare che solo dal ‘700 questo ingrediente è stato assunto come emblema della cucina napoletana, una pianta originaria dell’America e usata solo dopo secoli per motivi alimentari: prima il pomodoro era solo pianta ornamentale.

Certo è che la pizza è un prodotto tipico della cucina italiana, quando, già nel Medioevo si diffuse in campagna l’uso di inserire nel forno per il pane, prima di raggiungere la temperatura ideale, delle torte ripiene di vegetali o di carne. Invenzione geniale, in cui il contenitore – la pasta di pane – diventa commestibile e trasportabile. Già in epoca medievale queste torte sono diffuse in tutta Italia con mille varianti, legate alla pasta utilizzata, agli ingredienti, alla dimensione. Interessante è notare che nel famoso ricettario di Scappi, vero manuale di cucina italiana rinascimentale, la torta fatta a Napoli si caratterizza per essere aperta, più supporto che contenitore; siamo cioè all’antenata della pizza, che già in questa forma era famosa nella città del Golfo, ancor prima che il pomodoro arrivasse dalle Americhe.

Pizza della tradizione, pizza gourmet

Oggi le pizze stanno vivendo un momento di fama straordinaria, davvero il cibo di strada più diffuso al mondo, non c’è angolo planetario che non abbia la sua pizzeria. E le catene di pizza – mai italiane, ahinoi – si diffondono ovunque.

La moda adesso è la variazione, sia attraverso l’uso di farine particolari, sia per gli ingredienti spesso di tradizione ma con l’uso di specialità (tipo di pomodori, ad esempio), sia per la valorizzazione di prodotti del territorio. In alcuni casi si conserva la tradizione più rispettosa, in altri si cerca l’innovazione, così da creare un nuovo genere: la pizza gourmet.

Comunque sia la pizza è alimento principe della cucina locale, e se si vuole la vera pizza napoletana si può venire nella nostra pizzeria Saporì: al di là della qualità degli ingredienti e della confezione, il panorama del Golfo, del Vesuvio e delle isole crea le condizioni migliori per godere dell’autenticità. Provare per credere!

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